19 giugno 2008

questa valigia sarda.

Il vento. E nuvole così veloci da non saper farle assomigliare ad animale alcuno. Invece cactus enormi che sanno trasformarsi in profili di pesci, tartarughe e lepri, con orecchie in ascolto del silenzio di un isola.

Non per la prima volta, sono di ritorno da La Maddalena.
Ai ritorni si aprono le valigie, si etichettano i ricordi e si sviluppano pellicole fotografiche.

Ma io sono ancora in nave e, persa tra onde e saluti, ancora tra accenti di dialetti differenti e deserti di paesaggio inusuale, tra cinghiali e gattucci, tra il verde nano degli arbusti galluresi e le rocce creative della costa maddalenina, ripenso a Giovanna.

Giovanna, io la chiamo zia.

Perché non può essere un anello mancato, un matrimonio non cercato, a privarmi del piacere di considerarla zia.
Se mi chiedessero se assomiglia al padre, risponderei "Nella passione che ci mette!".
Vivere in un'isola è faccenda bizzarra. Scegliere un'isola sarda come La Maddalena è decisione feroce, decisione precisa.

Giovanna è riccia e sorride. Ma s'incazza anche e cammina scalza in una casa non sua, che ama e che sistema come se lo fosse, lontano dalle strade e dai negozi, distante dai souvenir e dagli skipper a noleggio.

Ma Giovanna non prega un dio Chicchessia in solitudine eremitica. No. Anzi.
Anzi significa fare, provarci, smuovere, inventare, far parte, far crescere.

Allora il cinema a La Maddalena.
Il cinema che l'ha anche un pò cresciuta.
In inverno e in estate.
Quindi la sua associazione culturale Quasar che tenta di brillare forte, di sbarluccicare e farsi capire.
Che ogni anno, sperando in aiuti ministeriali, battendosi per farsi ascoltare, lottando per uno spigolo, per un piccolo angolo
di esistenza, urlando per un adsl che non arriva, sperando che il nome del padre, Gianmaria Volonté, smuova i cervelli, tiene le redini del festival La Valigia dell'Attore.
Sono attori.
Attori che parlano, che si chiedono, che rispondono. Che lavorano.
Sono registi. Sono esperti che discutono, che offrono pareri.
E sono anche film.
E musica.

Sono sempre in nave.
Le navi possono diventare un campionario fedele del popolo italiano.

Gente che mangia, chi gioca a carte, chi dorme e anche gente che litiga per il telecomando, che alza il volume del televisore, che s'incanta davanti a StudioAperto.

È qui che ripenso a Giovanna.
È qui che mi faccio coraggio ripensando a Giovanna.
Al di là delle politiche di destra e di sinistra, oltre la paura per l'arte che sembra implodere, oltre il popolo italiano che litiga per il telecomando, esiste ancora la passion
e che fa della cultura merce di scambio, che stuzzica la curiosità e che grida sempre Ci sono anch'io.

Che la figlia di uno dei più veri attori italiani solletichi ancora i 12.000 abitanti di una piccola isola come La Maddalena, nel blu dipinto di blu! E amen.