8 aprile 2008

te 'l dirò con maraviglia.

Mi pare che il mio nome mi si sia appiccicato addosso con la perfezione del colore di un vestito che si accosta con precisione all'umore del risveglio.
Mio padre scelse la selvatica filosofia della radio libera bolognese che
spariva nello stesso anno in cui io nascevo.
Mia madre amò la poesia folle di Lewis Carroll, tutto ciò che attraversa gli specchi, il sorriso del gatto cialtrone nel Paese delle Meraviglie.

Mi sono ritrovata oggi a cercare parole per nominare un cominciamento.
Un piccolo inizio. Un inizio nascosto.
Quale titolo per un blog?

Poteva sembrare facile questione, eppure ogni parola importa, come un ingombro, come il peso specifico della carena di una nave che non deve affondare.
Ho imparato che ogni lingua possiede una propria storia, con prop
ri vocaboli, con proprie sfumature e non sempre la semplice traduzione riesce a disvelare tutto il sapore originario.

Alice in Wonderland.
Carroll pretendeva la confusione, l'indovinello, la bellezza del mistero e della curiosità che si srotola come un mantello reale.
Il Paese del Wonder.
Sì, della meraviglia, dell
o stupore, della sorpresa.
Ma anche della domanda. Del chiedersi. Del non sapere nell'atto di scoprire.

In italiano non riusciamo a restituire l'odore esatto di questa parola che in inglese possiede più sfaccettature.

Però quasi in maniera casuale, impa
ro che l'antico greco ionico riesce a superare le lingue anglosassoni e a partorire un concetto ancor più interessante.
Erodoto in Storie racconta di ciò che è δεινοσ-deinòs, meraviglioso (parola corrispondente all'espressione latina mirabile monstrum).
δεινοσ-deinòs definisce tanto qualcosa di "stupendo" quanto qualcosa di "terribile".

Erodoto scrive quanto viaggiare sia δεινοσ-deinòs, immensamente affascinante e allo stesso tempo decisamente angosciante, fastidioso.
Il grande storico greco ha una spiegazione logi
ca e decisa: nel mondo domina il δεινοσ-deinòs, nel mondo lo splendore e il disagio si sovrappongono, si mescolano e ci bisbigliano i segreti per farci un'idea di tutto ciò che ci circonda.


Torno perciò alla mia indecisione iniziale: quale titolo, quale battesimo per un blog?
E in un qualche modo faccio pace con le pretese e leggo e rileggo John Milton, che nel 1645 scriveva sonetti in italiano e indirizzava il IV all'amico Giovanni Diodati, dove qualche riga di poesia sembra fatta di δεινοσ-deinòs e wonder.

Ecco il perché di una parola, allora.

IV.
Diodati, e te 'l dirò con maraviglia,
Quel ritroso io ch'amor spreggiar solea
E de suoi lacci spesso mi ridea
Gia caddi, ov'huom dabben talhor s'impiglia.

Ne treccie d'oro, ne guancia vermiglia
M'abbaglian si, ma sotto nova idea
Pellegrina bellezza che 'l cuor bea,
Portamenti alti honesti, e nelle ciglia

Quel sereno fulgor d'amabil nero,
Parole adorne di lingua piu d'una,
E 'l cantar che di mezzo l'hemispero

Traviar ben puo la faticosa Luna,
E degli occhi suoi auventa si gran fuoco
Che l'incerar gli orecchi mi fia poco.



Diodati, te lo dirò con maraviglia / quell'io ritroso che era solito disprezzare l'amore / e ridere spesso dei suoi "lacci" / è caduto dove ogni gentiluomo alle volte si impiglia. / Non sono abbagliato nè da trecce d'oro nè da guance vermiglie / bensì da una nuova idea di bellezza / "pellegrina" che soddisfa il cuore / fatta di portamenti alti e onesti / e di quel sereno fulgore di piacevole nero delle ciglia / delle tante parole di lingua fiorita / e del cantare, che riesce a traviare la "faticosa" luna / cosicché dai suoi occhi esplode un fuoco tanto grande / che non serve a nulla tapparsi le orecchie. (traduzione mia)

7 commenti:

diego ha detto...

ho bussato e ho chiesto permesso, mi sono sentito dire:
"in fondo tu c'entri molto coi blog che sono comparsi nella mia vita, no?"

allora eccomi qua, per c'entrare anche in questa nuova comparsa... nel bel mezzo della maraviglia delle tue parole. Benvenuta!

zazie ha detto...

In un paese dove la Meraviglia è vanto, dove sognando passano i giorni ma non l'incanto, dove sognando muoion le estati e il loro manto.
Eternamente allor sulla corrente scivolate via...la vampa dorata che su voi indugia è pur la mia...
La vita, se non è sogno, sai che sìa?

L.Carroll

borguez ha detto...

Bentrovata sarà la mia prima parola.
poi aggiungerei sottovoce un finalmente a stabilire i confini di un'attesa pacata.
e infine tutto lo spazio di fronte, a lato e a margine da riempire e scansare, imbrattare o far splendere.
so che lo sai fare.
io resto nei paraggi...

: alice; ha detto...

diego, avanti! sempre ti dirò avanti!

e zazie, grazie per aver completato le parole, aggiungendo incanto e sogno.

borguez (nel rispetto dei nomignoli che inventiamo), mi piace pensare allo splendore di un'attesa nei paraggi...

Mackley ha detto...

Benvenuta anche tu nella "blogosfera"

: alice; ha detto...

mackley, in fondo (ma non tanto in fondo...) tutto è cominciato anche grazie a te e ai tasti che mi hai insegnato a cliccare.

Fabius ha detto...

non scriverò niente di originale o particolarmente colto...semplicemente buon inizio!